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12.10.2016 – Il primo corso di avvicinamento alla degustazione del vino, rivolto a detenuti, è iniziato il 12 di ottobre nella casa circondariale di Lecce. L’iniziativa, che ha trovato l’appoggio entusiasta della direttrice del carcere Dott. Rita Russo, è stata resa possibile grazie alla collaborazione della delegazione leccese dell’Associazione Italiana Sommelier che ha messo a disposizione i propri docenti per le lezioni frontali.
In cattedra, infatti, sono saliti anche alcuni agenti in servizio presso la Questura di Lecce, esperti sommelier.

“Era da un po’ di anni, afferma Gianvito Rizzo amministratore della cantina, che ci balenava in testa l’idea di consentire anche agli ospiti di un carcere di imparare a degustare i migliori vini del nostro territorio e a conoscerne la storia. Poi, forse per “pudore intellettuale” o perché molte volte non si sa nemmeno da dove iniziare, la “cosa” è rimasta sospesa. Poi, un bel giorno, la direttrice del carcere di Lecce ha “aperto le porte” a quello che forse è il primo corso per sommelier rivolto a detenuti, uomini e donne, realizzato in Italia. Siamo convinti che questa esperienza sarà straordinaria ed unica, non solo per questi studenti speciali ma anche per tutti noi”.

Le lezioni che tratteranno argomenti come la coltivazione della vite, le diverse tecniche di vinificazione, i vitigni pugliesi o come si serve e conserva un vino, si concluderanno il prossimo dicembre al termine delle quali verrà organizzato un evento in cui verranno “diplomati” una trentina di provetti sommelier.

E’ possibile leggere l’articolo direttamente dal New York Times cliccando qui

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