Uno-scorcio-della-Hunter-Valley-–-Australia

Non capita certo tutti i giorni che un winemaker venga a trovarti in cantina. Se poi questi giunge dalla remota Australia per degustare i tuoi vini, per mettere a confronto la sua esperienza e, alla fine, rivelarti che la direzione da lui intrapresa in ambito enologico coincide con la tua, allora realizzi che il concetto di antipodi è solo mera fantasia.

Steve Langham è enologo e general manager di Piggs Peake, cantina fino a quel momento a noi sconosciuta, situata nella Hunter Valley, a circa due ore di macchina, direzione nord, da Sidney. “Non abbiamo vigneti di proprietà – afferma Steve – e i vini da noi prodotti provengono da uve che acquistiamo da produttori locali”.

Fra le tante, anche del Primitivo, etichettato naturalmente come Zinfandel e allevato nei pressi di Orange, cittadina a quattro ore, direzione ovest stavolta, da Sidney, in un vigneto chiamato Cargo Road e impiantato nel 1983. “Anche a Piggs Peake – continua Steve – come a Feudi di Guagnano la vendemmia viene eseguita manualmente, tra aprile e maggio naturalmente, e la macerazione viene eseguita sulle bucce per 10 giorni”.

Affinamento di nove mesi in botti di 15 anni e vini con un tenore alcolico che si attesta attorno ai 17 gradi alcol: questa è la direzione seguita da Steve e questo è il risultato di quella tecnica nota come “Amarone style” che prevede l’appassimento su pianta delle uve. Ne scaturiscono dei vini aromatici, morbidi e leggermente dolci, con note di liquirizia, cannella, chiodi di garofano, rum e uva passa.  E fin qui nulla di strano, se non fosse che al primo assaggio del nostro Pietrafinita Salento IGT Primitivo 2011, Steve ha un sussulto e inizia a riflettere su come due cantine agli antipodi abbiano potuto evolversi nella stessa direzione, lavorando sullo stesso vitigno.

Questo perché l’ultimo arrivato in casa Feudi di Guagnano gli ha ricordato per stile, eleganza e complessità il suo Wolfie Zinfandel. “Deve essere la vite che ci dice cosa fare” ha esclamato Steve, riflettendo sulle note di frutta matura, sulla complessità del naso e sull’alto tenore alcolico. Per la cronaca Steve ha degustato anche altri vini Feudi di Guagnano, rimanendo particolarmente colpito dalle nostre altre tre riserve. Di seguito le sue note di degustazione:

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