sistemi allevamento vitigni

La coltivazione della vite costituisce un elemento fondamentale dell’economia italiana, la cui diffusione in modo capillare sul territorio nazionale, fa in modo che ogni specie coltivata abbia le proprie peculiarità.
Da un punto di vista più specifico, è bene che si noti come in Puglia vengano utilizzati in particolare due modalità di coltivazione: quella ad alberello e quella a spalliera.

Coltivazione ad alberello: come funziona

Come suggerisce lo stesso nome, la coltivazione ad alberello consiste sostanzialmente nel fare in modo che le viti crescano come piante a sé, senza quindi utilizzare nessun tipo di supporto.  Tuttavia, è bene specificare che questo tipo di coltivazione viene impiegata in particolar modo in quei luoghi ove il clima è particolarmente arido.

L’altezza di queste piante, in genere non supera il metro d’altezza, per fare in modo che la vite sia in grado di sfruttare al massimo tutte quelle che sono le caratteristiche nutritive ed idriche del terreno in questione. L’impiego di questa tipologia di coltivazione, però, porta ad una produttività molto bassa: non sono rari, infatti, i coltivatori che prediligono sistemi più prolifici.  Grazie a questa tecnica, inoltre, è possibile mettere relativamente da parte le distanze tra un albero e l’altro: infatti, le piante possono essere poste ad un metro di distanza le une dalle altre.

Per fare in modo che si ponga in essere questa tipologia di coltivazione, è sufficiente scegliere gli esemplari che hanno tre o quattro anni, selezionandone i tralci principali che daranno poi vita alle branche produttive. Per fare in modo di evitare l’eccessiva crescita, è possibile eliminare le branche principali andandole a sostituire con i nuovi germogli che si formeranno sul fusto della vite.

Coltivazione a spalliera: uno sguardo più approfondito

Per quanto riguarda l’allevamento della vite a spalliera, è interessante innanzitutto cercare di capire quale sia la struttura che questa tipologia di coltivazione segue. La coltivazione a spalliera, consiste sostanzialmente in un’intelaiatura in fil di ferro o in legno, il cui impiego non è circoscritto solo a quello della viticoltura.  Questo metodo fa in modo che le piante in questione, sviluppandosi in altezza, vadano più a contatto con la luce del sole.

vite a spalliera

 

In definitiva, quindi, i sistemi di allevamento sopraindicati seguono delle tecniche completamente diverse, a seconda del tipo di risultato che si desidera ottenere. Qualunque sia il metodo scelto, però, è doveroso tenere presente quelle che sono le regole sopracitate, per far sì che sia l’uva coltivata che il vino prodotto, restituiscano al consumatore delle sensazioni gustative intense, che appaghino in maniera totale tutto quello che è lo sforzo profuso durante le varie fasi della coltivazione.

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